Cari lettori, care lettrici. È arrivato il momento di tornare in pista. È da molto tempo che sono sparito dal mio proprio sito personale ed è tempo di aggiornarlo almeno un pochino. Stavolta non farò vane promesse di un magnifico ritorno, ormai nessuno mi crederebbe. Stavolta mi limito ad aggiornarvi un po’ sulla mia vita, sul mio futuro, su quello del sito e a parlare di altre questioni di cui probabilmente non ve ne potrà fregar di meno. Visto che comunque sono in vacanza dopo un anno accademico a dir poco estenuante (ho dato 16 esami da dicembre ad oggi) sono pigro e non ho nessunissima voglia di scervellarmi troppo per scrivere qualcosa, perciò ho deciso di resuscitare la formula della “FAQ Estate”, usata anche nel 2008. Senza dilungarmi oltre, ecco la vostra FAQ Estate 2010! (Ricordate “FAQ” si pronuncia “fac”, cioè esattamente come “fuck” in inglese ma non vuol dire altro che “frequently asked questions” o, in italiano: domande frequenti). Ma non perdiamoci in chiacchiere inutili e andiamo direttamente alle vostre (?) domande!
Sei vivo?
Sì! Sono vivo e vegeto! Come prova il fatto che sto scrivendo questa FAQ, del resto. Lo so, è difficile da credere vista la triste e lenta morte a cui sembrava destinato il mio sito. La verità è che negli ultimi mesi, soprattutto negli ultimi cinque, non ho avuto assolutamente tempo per far nulla, da qui la voce che girava su tutta “l’internet” che mi dava per deceduto.
Ma, se sei vivo, che cazzo hai combinato negli ultimi mesi?
Ripeto, per i testoni (o come si direbbe in napoletano: i capatosta): sono vivo, non è assolutamente necessario il condizionale. Negli ultimi mesi mi sono dedicato praticamente al 100% all’università, probabilmente per la prima volta nei cinque anni della mia carriera. È stata, in realtà, una scelta obbligata. Se non l’avessi fatto avrei rischiato di perdere un anno e, con molte probabilità, l’opportunità di studiare un master all’estero. Ho dovuto mettermi le spalle in gamba (è una citazione; una caramellina a chi la indovina) anche grazie all’inestimabile motivazione (e l’occasionale sgridata) che mi ha dato la mia ragazza, Mena, la quale ringrazio pubblicamente: senza di lei non ce l’avrei mai fatta. La quasi totale dedicazione all’università ha significato certi sacrifici come vedere meno gli amici, vedere l’ultima puntata di Lost soltanto un mese dopo la sua uscita e, in generale, rinunciare a tante piccole cose che non mi ero mai fatto mancare in passato.
A proposito di Lost, che ne pensi del finale?
No, aspettate, continuiamo ad alimentare il mio ego con domande personali, poi passiamo a cose meno importanti.
Allora com’è andata questa full-immersion universitaria?
Beh, è andata meglio di quanto mi aspettassi. Non credevo di riuscire a fare 8 esami in un mese e mezzo e togliermi 12 materie in un solo quadrimestre. Sono abbastanza orgoglioso di me. Detto questo, ancora non è finita. Manca un ultimo sforzo e, devo dire, è anche il più…
Sì sì ok, ok. Non ce ne frega niente. Che ne pensi di Lost allora?
Uhm, vabbè, parliamo di Lost allora. Devo premettere che dovrei rivedermi il finale, quindi il giudizio che ne darò adesso è parziale e mi riservo il diritto di rimangiarmi tutto. Diritto che, tra l’altro, mi riservo con qualsiasi cosa io dica. Anzi, tutti dovrebbero sapere che le mie dichiarazioni hanno una validità limitata di tre mesi, trascorsi i quali non mi possono essere rinfacciate perché non hanno più alcun valore e posso tranquillamente dire il contrario di quello che avevo detto in precedenza. Comunque, sto divagando. Il finale di Lost, per citare Fantozzi, mi è sembrato una cagata pazzesca. No veramente, mi è parsa proprio una presa per il culo. Lasciatemi articolare questo mio pensiero. Da una parte, la conclusione sull’isola è stata decente. Ma la spiegazione dei “flash alternativi” è stata a dir poco ridicola. Praticamente metà dell’ultima stagione non ha nessun valore, non era altro che una specie di “purgatorio”?? Che senso ha? Ma soprattutto, che utilità ha? Per un’intera stagione ci hanno fatto pensare che quei flash avessero qualche influenza sugli eventi dell’isola, che fossero collegati in qualche modo. Invece, non lo erano. Ci hanno preso per i fondelli per mesi. Inoltre, diciamoci la verità, l’ultima stagione è molto fiacca, ma molto fiacca. Così fiacca che non mi ha motivato per niente a seguirla regolarmente, cosa che potrei aver fatto indipendentemente dalla ragazza o dall’università. Lost è sempre stata la serie a cui davo la massima priorità, la prima che cercavo di vedere, quella che vedevo sempre indipendentemente dai miei impegni. Quest’anno, invece, sin dalla prima puntata, ho sentito un crescente disinteresse nei suoi confronti. Prima vivevo a pane e Lost, quest’anno non ne ho sentito il bisogno. La causa di tutto questo è stata, ovviamente, la bassa qualità delle storie raccontate nelle ultime puntate e la poca caratterizzazione dei personaggi. Che cosa mi rappresenta vedere Jack che nel “purgatorio” (nel mondo dei flash alternativi) ha un figlio? Come cambia il personaggio di Jack nel mondo reale? Ve lo dico io, non cambia un cazzo. È tutto una gigantesca sega mentale. Anzi, i flash alternativi sono una presa in giro dello spettatore. Ci hanno fatto pensare che fossero importanti, che fossero collegati agli eventi dell’isola, invece non lo erano. Ce l’hanno fatto intuire più o meno esplicitamente: su tutti l’episodio di Desmond che “vede” il mondo dei flash alternativi quando è sull’isola e crede di aver capito tutto. Ci hanno preso per il culo. E a me questo non va giù, per niente. C’è gente che voleva spiegazioni a tutti i costi (cos’è “il fumo nero???”, “perché appaiono i morti sull’isola???”). Secondo me alcune spiegazioni erano secondarie, soprattutto quelle di dettagli o elementi poco importanti ai fini della storia principale: il fato dei protagonisti. Invece si sono ostinati a mettere i sottotitoli a tutti, a mettere le didascalie ad ogni cosa: vedi Michael che appare per dire che le visioni di gente morta sono fantasmi di persona intrappolate sull’isola. La mia reazione a questa spiegazione? Sticazzi. Non me ne fregava nulla. Io avrei preferito sapere perché siamo stati due stagioni a seguire la rivalità Ben-Widmore che pareva fosse la chiave di tutta la serie e poi, alla fine, non ha avuto alcuna conseguenza sostanziale, rendendo, di fatto, inutili le due stagioni impiegate a raccontarla. Avrei voluto sapere perché Widmore si porta dietro Desmond. Aveva capito che era l’unico che poteva rendere Smokemon vulnerabile? Se è così, non ce lo fanno nemmeno sospettare lontanamente. Mi spiace, ma quest’ultima stagione è stata rovinata dalla sceneggiatura il più delle volte scadente e raffazzonata. Un peccato, perché questa serie meritava un finale migliore. Comunque sia, Lost rimane una delle più belle serie di sempre, e un’ultima stagione fiacca non rovina le altre 5, quasi sempre di grande qualità. Però bisogna anche ammettere che, per esempio, Battlestar Galactica, nonostante un’ultima puntata alquanto discutibile, abbia avuto un finale molto migliore. Per una semplice ragione: il finale di Battlestar Galactica si è concentrato sui personaggi, non su questioni “periferiche” e di poca importanza che, in fondo, servivano solo a mandare avanti la storia dei PERSONAGGI e non erano la colonna portante della serie. Lost, d’altro canto, ha fatto esattamente il contrario: ha voluto risolvere tutti i misteri e le sottigliezze accumulate in cinque stagioni, dimenticandosi che la cosa più importante era concludere il viaggio e l’evoluzione dei personaggi. Non voglio dire che Lost abbia fallito completamente, perché in realtà alcuni personaggi hanno una degna conclusione, uno su tutti Jack. Però, in generale, non mi è bastato. Ho sentito il bisogno di sapere di più sul fato dei nostri eroi. Che fine fa Sawyer una volta tornato a casa? Non pretendevo di sapere vita morte, miracoli e futuro di tutti i personaggi. Anche quello sarebbe stato un errore, non si può raccontare tutto, però perlomeno concludere “l’arco storico” principale dei personaggi più importanti era necessario, e non è stato fatto. Ripeto: peccato.
È vero che ora sei anche su Twitter?
Verissimo! Mi sono lanciato anche su Twitter. Potete leggermi su twitter.com/lorenzoFB. Normalmente scrivo in inglese, tanto per praticare la lingua e perché quando ho cominciato ad usarlo era soprattutto come mezzo di comunicazione con i lettori di “Bright Side of the Sun” (il blog americano sul quale scrivo sporadicamente).
È vero che i Pearl Jam sono gli ultimi veri rocker sulla faccia di questa brutta e ormai spacciata terra?
Qua, come si dice dalle mie parti, “sfondo una porta aperta”. I Pearl Jam non solo sono la più importante rock band degli anni ’90 (sorry Nirvana, il vostro mito è più conseguenza del suicidio di Kurt che del valore e la qualità della vostra musica, che impallidiscono di fronte a quella di Vedder e compagnia), sono decisamente gli ultimi rocker in vita o, detto meglio, attivi. Chi altri si avvicinano a loro? Che altre band possono vantare le folle da stadio dei Pearl Jam? Che altre band possono dire di fare rock vero all’alba del secondo decennio del 21esimo secolo? Ci sono tantissime grandi band, soprattutto nell’etereo e difficilmente identificabile mondo del “indie-rock”, ma non sono vere e proprie band “rock”. Non sono eredi diretti dei grandi degli anni ’70 come lo sono, invece, i Pearl Jam. Purtroppo è così, i Pearl Jam sono gli ultimi di una grande generazione di rockers e per il loro stile musicale, la loro importanza e la loro influenza sul genere, probabilmente sono gli ultimi veri grandi rockers.
È vero che dopo un paio di volte è ripetitivo, noioso e fastidioso cominciare una domanda con “è vero?”.
Decisamente.
Cosa farai quest’estate?
Sono contento che me l’abbiate chiesto. Tra quattro giorni parto per San Francisco per fare un corso di inglese della durata di tre settimane all’Università di Berkeley. Ho l’intenzione di scrivere una specie di diario, stile “NY Diary”, dove cercherò di narrare le mie esperienze nella baia. Mi conosco, quindi non posso assicurarvi che scriverò con frequenza svizzera. E’ più probabile che possiate seguirmi su Twitter, dove cercherò di aggiornare i miei 12 “followers” con assiduità. Se non avete molta familiarità con Twitter sappiate che non c’è bisogno di essere iscritti per poter leggere cosa scrivo, andando all’indirizzo che vi ho dato prima vi permette di seguire tutte le cretinate che scrivo o, come le ha definite mio cugino Federico, i miei “tweet-deliri”.
Per ora è tutto amici. Mi raccomando, rimanete sintonizzati, avrete mie notizie da San Francisco!





July 21st, 2010 at 3:01 pm
FAQ simpatica, sembri te parlando in piscina… Praticamente ho letto tanto che a tanti avevi detto hehe
Comunque sia, è sempre gradevole leggerti.