Sono tornato! Come dite? Nemmeno vi eravate accorti che ero andato via? Per caso non avete notato che non ho aggiornato il sito per una settimana? Ah, giusto, non è la prima volta. Presumo che questo voglia dire che forse dovrei fare qualcosina in più come webmaster nonché Dio di questo sito (sì, considero questo sito una creazione divina, ergo io sono il dio de “L’Infinito”. Non fa una piega come ragionamento no?). Comunque, sono stato via una settimana a New York! Sì, lo so, ancora. Sono monotono, che vi devo dire? Il fatto è che sono innamorato di quella città, che ci posso fare? L’amore non si può combattere giusto? Vince sempre lui, in un modo o nell’altro. Almeno credo, insomma.
Non ho avuto tempo di scrivere un diario durante il viaggio, cosa che mi è spiaciuta abbastanza visto che era ormai una tradizione e ho anche una categoria apposta, il “New York Diary”. Ovviamente non è stata colpa mia, ma piuttosto di quel perfido diavolo di mio cugino grande (da qui in avanti mi riferirò a lui come “cuGGinone”), al secolo Matteo, che ha portato me e la sua povera ragazza Chiara (mia cugina acquisita) in giro per tutta New York facendoci macinare chilometri dopo chilometri. Ma intendo decine di chilometri. Ho camminato così tanto la scorsa settimana che alla fine avevo pensato di rimanere un giorno in più per correre la maratona di New York, che era ieri, il giorno dopo la mia partenza.
Pensate che il cuGGinone ci ha portati fino a Coney Island. Il famoso quartiere di New York dove si trova uno dei più leggendari parchi divertimento del mondo. Il quartiere in sé, diciamocelo, fa abbastanza schifo. I palazzoni popolari fanno male agli occhi e tutta la zona sembra essere un parco giochi dimenticato e abbandonato. Presumo d’estate dia un’impressione diversa, quando il parco e aperto e il tempo è abbastanza generoso da permettere ai Newyorchesi di andare al mare. In autunno? È molto deprimente. Il lungomare, tuttavia, non è niente male e la spiaggia è carina. Devo comunque dire che mi aspettavo molto peggio dopo aver visto “I Guerrieri della Notte”. In confronto a quella Coney Island, questa sembra Saint Tropez (che presumo sia bella perché ha la fama di esserlo, non che ci sia mai stato. È in Francia, mica ci vado io in Francia!).
Coney Island vale comunque la pena di essere visitata. Serve a contrastare la sua tristezza con la vitalità di Manhattan, che pare tutto un altro mondo. Senza dover andare così lontano (da Manhattan a Coney Island ci sono 35 chilometri), basta fare un salto a Bay Ridge (quartiere ai piedi del Ponte di Verrazano) per vedere un forte contrasto. Qui non ci sono casette prefabbricate dismesse, ma piccole villette con una monovolume parcheggiata all’uscita del garage e una padrona e un padrone di casa che rimuovono le foglie dal loro giardinetto ornato di bei fiori e squallidi gnomi di coccio. Insomma, il tipico, classico, visto-e-rivisto, sobborgo americano. Carino da vedere e visitare una volta ma probabilmente monotono e palloso per viverci.
Tutto il contrario di Soho (ne ho già parlato a lungo nei post vecchi del diario di New York quindi vi risparmio questa volta…) o Greenwhich Village, dove potete mangiare il miglior Hamburger della storia (mi spiace per la ESPN Zone ma è stata degradata al secondo posto in classifica): il Corner Bistro. Un piccolo bar/pub dove servono un Hamburger assolutamente eccezionale. Non troppo grande, non troppo pesante, cotto al punto giusto e gustosissimo. Provatelo quando andate a New York perché non c’è Hamburger lontanamente paragonabile a questo.
Anche il Meatpacking district, il quartiere appena al di sopra di Greenwhich Village, dove si torna al sistema delle strade e avenue, è un bel quartiere. Soprattutto dopo che hanno aperto la “High Line” (http://www.thehighline.org/), un parco ricavato da una linea ferroviaria sopraelevata che era stata abbandonata per anni, diventando un ritrovo di tossici e gente poco raccomandabile. Come potete vedere sul sito l’architetto ha lasciato parti dei binari originali abbellendoli con panchine dal design moderno, sdraio che scorrono sui binari e luci che la illuminano gentilmente di notte. È un esempio di rivalutazione urbanistica da mettere in un museo. Un vero gioiello. Non sarebbe una brutta idea mandare i sindaci di qualche città italiana a vedere il lavoro che è stato fatto lì. Forse imparerebbero qualcosina.
Siamo anche andati a vedere l’esposizione di Kandinsky al Guggenheim Museum. Sapevo che Kandinski spaccava, ma non pensavo che spaccasse così tanto. Questo russo era veramente un genio. Ma un Genio con la G maiuscola. Unica pecca dell’esposizione è stata la mancanza del quadro a due facce che viene mostrato nel bellissimo “Sei Gradi di Separazione” (con Will Smith e Donald Sutherland). Avevo proprio voglia di vederlo dal vivo.
Per oggi è tutto da New York…ah no! Purtroppo sono già tornato. Mi è sembrato di esserci stato meno di un sospiro. Perlomeno ho fatto un rapido e incompleto resoconto della vacanza, credo sia il minimo che potessi fare no? Domani nuovi “Album” e “Movie” della settimana con rispettivo commento.
Prima di concludere volevo ringraziare di nuovo il mio cuGGinone per avermi invitato ad unirmi a lui e Chiara per il viaggio. Grazie cuGGinone!





November 3rd, 2009 at 10:37 am
Beh, possiamo dire che lo stress è volato via no? O almeno è rimasto nella grande mela.
Bentornato alla noiosa vita europea, e alla città di campagna chiamata Barcelona.
PS: È da tempo che seguo la “High Line”. difatti ho usato quel pavimento di cemento prefabbricato per il mio nuovo progetto… spero che tu abbia fatto mille foto!
:D
Vero che è una figata?
PS2: Che culo c’hai!
November 21st, 2009 at 5:52 pm
prego!
ad ogni modo, per chi fosse interessato, sto pubblicando (un pò alla volta, visto che sono una marea) le foto della nostra ‘avventura’ a NYC su flickr:
http://www.flickr.com/photos/matteo80/