Ho cambiato il titolo della “rubrica”. D’ora in poi si intitolerà “I Consigli della Week” (in un perfetto itanglese). Non creerò una categoria apposta però, visto che la categoria “Updates” sembra calzare a pennello per fare un aggiornamento settimanale di questo genere. Questa settimana i miei consigli sono l’ultimo album del gruppo francese Phoenix e il nuovo film di Quentin Tarantino.
Cominciamo dal buon Quentin. La nuova fatica del regista americano è uscita con un sacco di “hype” e grandi attese sulle spalle, come di consueto. Ogni nuovo film di Tarantino dev’essere un capolavoro e non si accettano mezzi termini. È per questo che probabilmente avete già letto una miriade di recensioni discordanti. Si va da chi lo definisce “capolavoro senza se, senza ma” a chi pensa che sia soltanto “una cagata pazzesca” (cit.). Certo, non ha aiutato il fatto che Deathproof fosse un film ancor più controverso (io non l’ho visto quindi non mi pronuncio, ma mi puzzava di gran cagata). Comunque sia, togliamoci subito il dente: Inglourious Basterds non è un capolavoro. Non è il nuovo Pulp Fiction e non è nemmeno al livello di Kill Bill. Ma non è nemmeno lontanamente una cagata. Anzi, è un gran bel film.
Prima di tutto, la regia è a dir poco eccezionale. Ogni inquadratura andrebbe portata ad una scuola di cinema per insegnare a tutti gli alunni come si fa il regista. In questo il film è probabilmente superiore a Kill Bill e Pulp Fiction. La sceneggiatura è il punto debole rispetto ai due capolavori Tarantiniani. I personaggi, a parte Landa, non sono caratterizzati bene come quelli dei due film sopra citati. Alla fine, soltanto Landa è un personaggio di un certo spessore. Il nazista è senza dubbio il personaggio meglio riuscito del film ed entra di pieno diritto nell’olimpo dei grandi personaggi Tarantiniani insieme a Jules, Vincent Vega o Bill. Il problema qua è che oltre a Landa, come ho anticipato, non ci sono altri personaggi memorabili. Sì, il personaggio di Pitt è molto divertente (soprattutto se visto in lingua originale, in modo da potersi godere l’accento del Tennessee), ma non ha spessore, non è “memorabile”, nel vero senso della parola. Il resto dei protagonisti? Ancora meno, anzi, il resto dei Basterds sono quasi comparse. Shoshanna è un altro personaggio di un certo spessore, ma l’unica cosa che ha in comune con la Uma Thurman di Pulp Fiction o Kill Bill sono i capelli biondi. In un certo senso, comunque, l’uso che fa Tarantino dei personaggi in questo film è voluto. Anche se mi sfugge esattamente il perché. Probabilmente il vero protagonista del film è il caso, visto che i Basterds alla fine non hanno quasi nulla a che fare con la buona riuscita del piano.
Comunque, a parte questo, il film è uno di quelle pellicole da vedere assolutamente. E probabilmente merita ripetute visioni, per apprezzare al meglio tutte le inquadrature e le battute di Pitt. Non fatevi spaventare dalle 2 ore e 40 minuti di durata, passano che nemmeno te ne rendi conto. Inglourious Basterds più di ogni altra cosa è un film di intrattenimento, un intrattenimento di gran qualità.
Per quanto riguarda l’album della settimana, stavolta tocca a “Wolfgang Amadeus Phoenix” del gruppo indie pop/rock francese Phoenix. I Phoenix li conoscevo già prima di questo album, avevo sentito qualche canzone ma non mi avevano mai colpito. Erano troppo sempliciotti e “sciapi”. Questo album invece è tutta un’altra cosa. È un disco “maturo”. Ci sono canzoni di gran qualità come “1901”, “Lisztomania”, “Rome” o la stupenda quasi-strumentale “Love like a Sunset”, una canzone di quasi 8 minuti che dimostra più di tutte le grandi capacità di questa band. È una canzone quasi “prog”, se mi permettete l’iperbole. È una poesia prog, se mi permettete un ulteriore esagerazione. Un album impregnato di un allegria malinconica, la tipica sensazione che provi guardando un tramonto autunnale sul mare. Ascoltatelo perché ne vale veramente la pena. Un gran disco.





October 20th, 2009 at 10:14 am
Azzardata affermazione quella di definire “Wolfang Amadeus Phoenix” una POESIA PROG!! ma sai cosa ti dico? penso proprio lo stesso.
Disco di un’allegria al neon, cosí lo vedo.
October 20th, 2009 at 2:42 pm
Attenzione! Non tutto l’album è una poesia prog. Il prog è solo presente nella canzone “Love Like a Sunset”.
Mi piace l’espressione “allegria al neon”. Concordo!
October 29th, 2009 at 3:12 pm
wow, i phoenix
ascoltati anche It’s never been like that, bellissimo