Nuovo racconto, il settimo! Questa volta il protagonista si muove nel sottobosco della societá tra Cash, scatolette di tonno e sangue rappreso. Vi auguro una buona lettura, saranno tre minuti ricchi di underground. A presto miei cari fantasmi.

Foto di Estrella Outeda
Stanche barche giacciono capo in giù
Senza marinai, tornati a casa ormai
Fredda è la spiaggia senz’anima
L’onde ostinate scuotono la riva
Le grigie nuvole copron gli occhi al cielo
Sicché non veda la furia dell’acque
Il vento spinge via ogni speranza
“Non v’addentrate in mare”
Urlan da una finestra solitaria
Coraggiosamente ancora aperta
“Ma noi si ha bocche da sfamare”
Rispondono i pescatori impavidi
Sospirano e stringono i denti
“Non c’è null’altro da fare”
Un pianto acuto si leva lontano
La disperazione di una donna
L’impotente paura dell’incertezza
Lampi all’orizzonte tetro
Ultimo generoso avvertimento
E poi ci sarà soltanto tempesta




