Oct 8

New York City, 7 ottobre 2008.
Kirby Plaza, ufficio centrale della “Los de la Bici Productions”.

Seduto sulla sua poltrona di pelle umana, il Lollo ha lo sguardo perso. Una mano sul bicchiere mezzo vuoto di assenzio, l’altra un po’ più in alto mantiene il sigaro cubano. La camicia sbottonata e il nodo della cravatta è sciolto. Dal 23° piano del Penta Palace lo sguardo del Capo si unisce alla nebbia che copre una Manhattan fantasmale.

Squilla il telefono, squilla ancora e ancora. Apaticamente il redattore capo alza la cornetta. C’è una visita.
Di solito risponderebbe che non può, che è riunito o che ha un appuntamento, senza indugiare nemmeno un secondo. Ma, oggi, “chissenefrega” pensa LFB; “fallo entrare.”

La porta si apre lentamente, Lollo è ancora girato verso la finestra, osservando ciecamente la città.
La porta rimane aperta e una figura si impone sulla soglia. Ha i vestiti logorati da un lungo viaggio; i capelli lunghi e la barba folta simboleggiano un lungo pellegrinaggio alla ricerca di se stesso, e, in effetti, puzza assai. Perché mai una doccia?
Ed ecco che una voce decide ad uscire dalla grotta umana che si trova sulla porta, dal passato, senza pausa: “Oh zio, ci beviamo una Sanmi?”

Il nuovo Leopardi sbarra gli occhi, il bicchiere mezzo pieno scivola dalla sua mano e cade con frastuono. Si gira di scatto e per un secondo eterno rimane pietrificato .
“Churitza!?”

“Si, Lollo. Sono tornato.”

I FATTI SOPRA DESCRITTI POTREBBERO NON ESSERE REALI

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