Cari lettori, care lettrici. È arrivato il momento di tornare in pista. È da molto tempo che sono sparito dal mio proprio sito personale ed è tempo di aggiornarlo almeno un pochino. Stavolta non farò vane promesse di un magnifico ritorno, ormai nessuno mi crederebbe. Stavolta mi limito ad aggiornarvi un po’ sulla mia vita, sul mio futuro, su quello del sito e a parlare di altre questioni di cui probabilmente non ve ne potrà fregar di meno. Visto che comunque sono in vacanza dopo un anno accademico a dir poco estenuante (ho dato 16 esami da dicembre ad oggi) sono pigro e non ho nessunissima voglia di scervellarmi troppo per scrivere qualcosa, perciò ho deciso di resuscitare la formula della “FAQ Estate”, usata anche nel 2008. Senza dilungarmi oltre, ecco la vostra FAQ Estate 2010! (Ricordate “FAQ” si pronuncia “fac”, cioè esattamente come “fuck” in inglese ma non vuol dire altro che “frequently asked questions” o, in italiano: domande frequenti). Ma non perdiamoci in chiacchiere inutili e andiamo direttamente alle vostre (?) domande!
“Baba O’Riley”, una delle migliori canzoni dei The Who e probabilmente una delle più belle canzoni rock di sempre, era appena giunta al momento in cui inizia la parte strumentale. Intorno a me non c’era nessun rumore. C’ero solo io, la strada, la mia Toyota Yaris e il grido di “it’s only teenage wasteland” dei The Who che ancora mi risuonava in mente.
Poi, un tonfo. Un botto improvviso. L’armonia musicale nella quale ero immerso viene distrutta da un impatto fortissimo alla fiancata sinistra della mia Yaris. La macchina comincia a girare su se stessa e io, semplicemente, bestemmio. Sbatto contro il guard-rail. Faccio uno o due testa coda in totale. L’ammontare esatto delle bestemmie, invece, non è ancora stato determinato. La macchina rimane, in qualche modo, di nuovo dritta e riesco ad accostare mentre vedo il veicolo che mi ha speronato sbandare qualche centinaio di metri più avanti.
Per prima cosa mi scuso per la mia prolungata assenza. Purtroppo “L’Infinito” è stato vittima di una successione di impegni che mi hanno impedito di aggiornarlo con la frequenza che avrei voluto. Tra esami, università in generale e la mia nuova collaborazione con il blog americano “Bright Side of the Sun” non sono riuscito a trovare tempo di far nulla.
Mi voglio scusare in anticipo anche per la brevità di questo post. In realtà volevo dilungarmi di più e scrivere un testo articolato sull’argomento ma le circostanza, di nuovo, me lo impediscono. Sono le 3.40 della mattina e domani alle 8 devo svegliarmi per andare a Roma a trovare la famiglia per il natale.
Tuttavia, ho un po’ di tempo per accennare a quello di cui volevo parlarvi e farvi un piccolo regalo. Anzi, in realtà le due cose sono collegate.
Oggi ho imparato cinque importanti cose: 1) Aspettarmi l’inaspettato, 2) Come usare le note a piè di pagina in WordPress1, 3)Le statistiche (e di conseguenza i numeri) non vogliono dire tutto, 4) Devo andare a una sfilata di “Victoria’s Secret” prima o poi (preferibilmente prima) e 5) Mai abbandonare una serie TV prima della nona puntata2.
- E ne farò un uso massiccio in questo post, preparatevi. [↩]
- Questa l’ho imparata guardando il nono episodio di Fringe, una serie che fino ad questo punto non mi aveva entusiasmato. Bene, dopo il nono episodio sono ansioso di vedere come va avanti. (In realtà avrei dovuto già imparare questa lezione con 24 e Battlestar Galactica, nessuna di queste due serie, infatti, decollava fino al nono episodio). [↩]
Ora che ho 23 anni posso ritenermi davvero soddisfatto. Il 23 è un numero strafigo. Era il numero di Jordan! Che altro si può chiedere dalla vita? Credo che anche soltanto avere gli anni che corrispondono al numero di Jordan meriti una piccola gioia. Del resto, nella vita, sono le piccole gioie quelle che ci fanno andare avanti e che dovremmo cercare di ricordarci ogni giorno. In questo giorno voglio ricordarmelo.
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Ho dovuto dichiararlo già nel titolo perché quello che ne seguirà, ovvero quello che state leggendo, non sarà altro che una complicata ed allungata parafrasi di quelle tre semplici parole. Tutto ciò che sto per scrivere, insomma, non sarà nient’altro che un tentativo di spiegare ed esporre al mondo il mio amore per questa serie. Non riceverò nessuna commissione da parte dei produttori né me ne verrà in tasca nulla. Scrivo soltanto per rendere pubblico il mio amore. Non fatemene una colpa, l’amore è così. |
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Io sostengo da anni ormai, e non me ne vanto perché non è certo un gran segreto, che il grande problema della politica italiana sia la mancanza del necessario rinnovo generazionale periodico che è, o dovrebbe essere, una caratteristica essenziale di qualsiasi sistema politico. L’avevano capito anche i padri fondatori degli Stati Uniti più di duecento anni fa, che per questa ragione imposero un limite di due mandati per il presidente e decisero che la camera fosse rinnovata addirittura ogni 2 anni. Limiti del genere si trovano in numerosi altri paesi. In Italia, a quanto pare, sembra nessuno ci avesse pensato al momento di scrivere la Costituzione, del resto non è che si fosse appena usciti da una dittatura eh…Eppure l’aggrapparsi alla poltrona è uno sport nazionale da sempre. Il primo a farlo? Probabilmente Augusto, che cambiò tutte le regole politiche del tempo per rimanere sulla sua poltrona, che tra l’altro, visti i tempi, non doveva essere nemmeno tanto comoda. |
Da un paio di settimane a questa parte ho ricominciato ad ascoltare una canzone dei Dream Theater che era da anni che non ascoltavo: “The Great Debate”. La canzone in sé probabilmente non è un capolavoro dreamtheateriano, forse nemmeno tra le prime dieci del loro repertorio, però è una gran bella canzone che tratta di un tema, oltretutto, estremamente d’attualità: le cellule staminali. Dovreste averne sentito parlare perché proprio qualche giorno fa il Presidente Obama ha annullato una legge di Bush che proibiva di finanziare la ricerca sulle cellule staminali con fondi federali.
Avevo inizialmente pensato di non postare il mio diario-live delle Elezioni Americane perchè a leggerlo ora non ha molto senso visto che è una cronaca della nottata. Avrebbe avuto senso se fosse stato pubblicato in tempo reale sul sito. Tuttavia dopo averci pensato un po’ mi sono detto: perchè ti sei fatto il mazzo di scriverlo se poi non lo pubblichi? E quando dico mazzo intendo proprio un bel mazzo. Mi sono quasi fuso il cervello. Spiego. A partire da mezzanotte mi sono piazzato sul divano in salotto col mio bel portatile, una decina di siti aperti su Firefox che “refreshavo” in continuazione, due o tre persone che mi parlavano su Internet e la TV accesa sintonizzata sulla CNN (anche se facevo costante zapping). Ho passato 6 ore in queste disumane condizioni, quindi penso valga la pena condividere col mondo quello che ho vissuto. Inoltre è valsa davvero la pena. YES WE CAN!
Mancano due giorni all’Election Day, giorno in cui gli Americani decideranno il loro prossimo presidente e la composizione del Congresso e del Senato. Ho seguito con estremo interesse questa corsa elettorale sin da quando Barack Obama ha annunciato la sua candidatura, nel lontano Gennaio 2007. Sì, avete letto bene. Obama è da quasi 2 anni che fa campagna elettorale! Penso lui che pure più di noi non veda l’ora che finisca questo strazio!
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